M. Cavalbianco e il suo destino di meta non prevista

Percorso breve ma di un certo interesse, perchè racchiude in piccola scala begli ambienti quali la faggeta e in particolare il circo finale con i suoi pendii aperti, tutti molto sciabili; la sua lontananza rispetto ad altre mete più ambite lo rende però una scelta poco probabile.

Il M. Cavalbianco (1854m) appartiene al Gruppo del Cusna, sottogruppo Cima Belfiore; esso si protende verso nord, distaccandosi dallo spartiacque principale appenninico e risultando così un pò isolato. Questo lo rende una cima piuttosto panoramica. Si trova non lontano dal Passo Pradarena (1575m), il valico  più a nord e più elevato della Garfagnana.

La sua lontananza, la brevità del percorso, l’esistenza di itinerari più appetibili e più vicini ad esso, fa si che sia una cima poco frequentata. Va però detto che esso racchiude in uno spazio relativamente limitato, begli ambienti come la faggeta e il bel circo finale con pendii aperti molto gradevoli da sciare.

Per le ragioni appena descritte a me è capitato di finirci due volte come meta di consolazione per non aver potuto raggiungere quella prevista: la prima volta volevamo andare sul Succiso dal Passo del Cerreto (3/4/2015), ma non c’era neve, la seconda volta (2/3/2019), alla quale si riferisce questo articolo,  eravamo diretti verso il Prado dalla Garfagnana, ma abbiamo trovato la strada da Sillano per Brica chiusa.

La Gita
CavalbiancoDopo aver valicato il Passo Pradarena (1575m) scendiamo sul lato emiliano verso Ospitaletto (RE) e in località Pianella (1356m), presso una curva, posteggiamo. Quest’anno (2019) ha nevicato poco, è infatti evidente che c’è meno neve rispetto al’ultima volta che ero venuto qui, anche se è un mese prima (primi di marzo invece di aprile). Imboccando la strada forestale mettiamo presto gli sci ai piedi, ma rispetto all’itinerario normale che la segue tutta, per evitare un tratto senza neve, ad un certo punto tagliamo il giro che essa effettua, salendo nel bosco a sinistra.

Usciti dal bosco alla Busa del Cavalbianco siamo alla base del circo con i suoi pendii finali che sono un bel colpo d’occhio. Il versante presso la vetta che solitamente si sale direttamente, si presenta piuttosto duro, per cui decidiamo di puntare alla sella a destra (ovest). Arrivati lì iniziamo a seguire la cresta, ma anche i coltelli sono insufficienti. Alcuni mettono i ramponi, altri riescono a passare sul versante caldo (sud-ovest) e a procedere fino alla vetta (1854m) con gli sci nel sacco. Il panorama è ampio e spazia dal Succiso al Cusna.

Anche in discesa siamo costretti ad evitare il pendio diretto sotto la vetta perchè ancora molto duro. Uno di noi, al momento di abbandonare la cresta, perde uno sci che finisce in fondo al pendio. Un’ottima ragione per risalire (a riportargli lo sci) e poi raggiungere l’anticima (1806m, croce), dalla quale ripartiamo per la discesa finale tenendoci a sinistra (esposizione est) dove la neve si è un pò trasformata. Anche nel bosco sottostante poi, la sciata risulta gradevole fino all’ultima curva.

3/4/2015

INFORMAZIONI
Partenza:    Ospitaletto- Loc. Pianella (RE)
Data:            02/03/2019
Dislivello:   500m (+100)
Tempo:        Salita 2h30′
Difficoltà:   MS
Cartografia: “Appennino reggiano” (15) 1:25.000 ed. Multigraphic – Firenze
Guide:          G.Fabbri, F.Montorsi (2011) “Scialpinismo nell’Appennino settentrionale” ed. L’escursionista

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