Cima del Redentore dalla “Virgola” (canale ovest)

La “Virgola”, tra i canali che precipitano dalle vette più alte dei Sibillini sul Piano di Castelluccio, è quello che mantiene più a lungo la neve e uno dei più entusiasmanti da scendere a primavera; consente inoltre di raggiungere in modo remunerativo la Cima del Redentore.

CastelluccioCi troviamo sul lato umbro del Parco Nazionale dei Monti Sibillini nell’Appennino Centrale, dove lo spettacolare altopiano carsico posto a 1300m è delimitato a est dalla dorsale che ha il suo culmine nella Cima del Redentore (2448m) seconda vetta di questo gruppo. Oltre che per la bellezza paesaggistica, questi monti calcarei sono apprezzati dagli scialpinisti per la qualità della neve che nel periodo primaverile si trasforma rimanendo asciutta e quindi molto sciabile.

Il paese di Castelluccio purtroppo è stato in gran parte distrutto dal terremoto del 2016, ma nonostante questo vi giungono abbastanza turisti, per cui i bar e i negozi che danno sulla strada, trasferiti in prefabbricati prospicenti gli edifici lesionati, sono molto frequentati nei fine settimana. Il paese vecchio invece al momento non è visitabile perchè “zona rossa” (2019).

Il canale della “Virgola” è il più lungo e remunerativo tra quelli del versante ovest  della dorsale tra Forca Viola e Forca di Presta e porta direttamente dal Piano di Castelluccio alla Cima del Redentore (2448m) dopo aver fatto una caratteristica piega verso destra che ne ha ispirato il nome. Solitamente è fattibile anche a tarda primavera (nel 2009, anno ricco di neve, l’ho sceso addirittura il 25 aprile).

La Gita
Torno dopo un mese da quando ero venuto a fare il Vettore dalla Valle Santa e il canale dei Mezzi litri, stavolta per una due giorni nei Sibillini organizzata dal Gruppo Scialpinistico “A. Bafile” del CAI sez. di Firenze . Il giorno prima abbiamo rifatto il Vettore dalla valle Santa e domenica, dopo aver alloggiato a Norcia, posteggiamo sotto Castelluccio al bivio con la strada sterrata  (1318m). E’ bene ricordare che, anche se non c’è cartello, è vietato parcheggiare più avanti nei prati. Altri scialpinisti lo hanno fatto e hanno preso €50,00 di multa (2019).

Alle ore 9,40 dopo 30′ (1,7Km) di portage su strada sterrata, arriviamo alla base della lingua di neve (1390m) e mettiamo gli sci; la neve è dura e partiamo subito con i coltelli.  La giornata è perfetta: ha gelato nella notte, ma siccome il cielo è terso il sole inizia a scaldare e c’è un leggero vento fresco che da più sollievo che fastidio. Giunti appena sotto alla piega della Virgola (2030m) poco prima che la pendenza si incrementi, mettiamo i ramponi che si dimostrano utili. Superata l’impennata rimettiamo gli sci e raggiungiamo il crinale. Qui si vede la Cima del Redentore; mancano solo 300m di cresta.

Diuscesa-VirgolaSulla Cima del Redentore (2448m) il panorama è molto bello: oltre alla Piana di Castelluccio si vedono tutti i Sibillini che si estendono prevalentemente verso nord. A est il versante precipita nella valle del lago Pilato e sotto di noi abbiamo la discesa del ghiaione est e in lontananza i Monti della Laga e il Gran Sasso . Di fronte il Vettore, al quale il Redentore è collegato dalla cresta che passa dalla Cima del Lago, Prato Pulito e Sella delle Ciaule.

Non tutti quelli del gruppo raggiungono la cima: alcuni si sono fermati nel punto dove avevamo messo i ramponi, altri sotto al crinale. In effetti sciisticamente la cresta non aggiunge molto, ma la vista  aerea spettacolare sulla Piana di Castelluccio merita lo sforzo. Avevo infatti impressa nella memoria la particolarità di questo itinerario in questa stagione: il contrasto tra la neve e la piana erbosa con il mosaico dei campi scuri per la terra arata di fresco.

Alle 13,00 iniziamo a scendere. Invece di buttarci nella piega della virgola che abbiamo visto con neve un pò lavorata, preferiamo traversare e andare a prendere il paginone sotto la Cima dell’Osservatorio con neve più trasformata e con meno passaggi di scialpinisti. La sciata è entusiasmante con curve a volontà su un perfetto firn.

Questa discesa si conferma di primo ordine: 900m di dislivello a pendenza sostenuta, da fare tutti d’un fiato fino a che la lingua di neve si spegne nei campi.

INFORMAZIONI
Partenza:    Piana di Castelluccio (bivio con la sterrata) (PG) , 1318m
Data:           24/03/2019
Dislivello:    +1130m
Tempo:        salita  3h15′
Difficoltà:     OS
Cartografia: “Parco Nazionale dei Sibillini” – carta dei sentieri 1:25.000, ed. Selca
Guide:        G. Mainini, P. Renzi (2007), “Scialpinismo sui Monti Sibillini – ..gioco e avventura tra montagne di fate e leggende..” ed. Simple

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