Nuda da Vacchereccie

Itinerario con difficile orientamento nel bosco, ma che nella parte alta regala un pendio molto gradevole seppur breve. E’ l’accesso a questo monte meno conosciuto e frequentato, ma sarà sicuramente apprezzato da chi ama i piccoli frutti nascosti.

Il M. Nuda appartiene al gruppo del M.Giovo e si trova al termine di un crinale secondario che si protende verso nord distaccandosi da quello principale dello spartiacque appenninico. Questa sua posizione, pur non avendo una quota elevata, consente una visione estremamente panoramica. E’ un’area protetta, in quanto ricade nel Parco Regionale Alto Appennino Modenese e anche nel Sito Rete natura 2000, IT4040002 – ZSC-ZPS “M. Rondinaio, M. Giovo” completamente incluso nel parco.

Gli itinerari scialpinistici che vi accedono sono tre: due da nord (il presente da Vacchereccie e quello da Merizzana), e uno da est dalla valle delle Tagliole per la valle degli Aseri. Quest’ultimo, per la sua esposizione, negli ultimi anni raramente è coperto da neve in modo sufficiente; l’ultima volta che l’ho percorso è stato nel 2009. Quelli dei versanti settentrionali sono noti per avere spesso neve di buona qualità; data la bassa quota di partenza è un itinerario però da fare quando ha nevicato anche in basso.

Personalmente amo molto questo itinerario, perchè la difficoltà nel mantenere la direzione giusta, stimola le capacità di orientamento e rende più gustoso ed esclusivo il percorso (per chi ama questo genere di approccio). Se invece cercate un itinerario, molto battuto, da seguire ad occhi chiusi, questo non fa per voi.

Accesso: da Pievepelago si prende la strada per il Passo delle radici. Prima di Sant’anna a Pelago si prende a sinistra (cartello indicatore) e dopo 1,3 km in salita si giunge a Vacchereccie (1119m); pochi posti per parcheggiare.

Seguire la pista sterrata e al primo bivio andare a destra lungo il tornante; se c’è neve, in alternativa, si può tagliare per il prato. Dopo 400m dal bivio, abbandonare la strada e prendere un sentiero sulla sinistra che sale nel bosco. Più avanti si percorre un dosso un pò infrascato fino ad arrivare in un punto nel quale è facile sbagliare: ad una biforcazione non bisogna prendere il sentiero a sinistra in salita che segue una recinzione con pali di legno e filo spinato (non molto visibile con neve alta), è necessario invece proseguire diritto in leggera discesa, continuando poi a mezza costa fino ad uscire dal bosco in corrispondenza di una radura identificata da un caratteristico sassone (1450m, vedi foto accanto).

Si va ad attraversare un impluvio per risalire sulla spalla destra (“Costa della Nuda”), il vallone nord-ovest della Nuda fino in vetta (1775m). Il panorama è veramente vasto; in particolare colpisce la dorsale appeninica che si para davanti a cominciare dal Giovo, ma che spazia dal Gomito, alla Cima dell’Omo e più lontano fino al Prado e al Cusna.

La vetta

L’ampio vallone può essere sceso lungo varie linee: seguendo il percorso di salita, o centralmente o tenendo più la destra scendendo poi il muretto che riporta al sassone. Come punto di riferimento tenere presenti i faggi isolati alla base del vallone. Il ritorno nel bosco segue poi lo stesso itinerario dell’andata.

Ho fatto questo itinerario in tre occasioni (alle quali si riferiscono le foto). L’ultima volta nel 2019, una fitta nevicata con nebbia annessa, ci ha negato il piacere di godere pienamente dell’ottima e abbondante neve presente. Esso segue una linea più logica, con meno tratti al traverso o in cresta rispetto al percorso da Merizzana, anche se quest’ultimo, accresce d’interesse se si concatenano varie ripellature.

INFORMAZIONI
Partenza:    Vacchereccie, Sant’Anna Pelago (MO)
Data:           29/03/2014, 08/02/2015, 28/01/2019
Dislivello:    670m
Tempo:        salita 2h30′
Difficoltà:     MS
Cartografia: Alto Appennino modenese” – carta dei sentieri 1:25.000 (2006) ed. Selca – Firenze o “Appennino modenese e pistoiese” (19) 1:25.000 ed. Multigraphic – Firenze
Guida: G.Fabbri, F.Montorsi (2011) “Scialpinismo nell’Appennino settentrionale” ed. L’escursionista

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