Cave Cruze e Tambura

Risalita del vertiginoso versante marino delle Apuane che da Resceto, per antiche vie di lizza, raggiunge le aeree ed estremamente panoramiche cave Cruze poco sotto l’Alto di Sella. La discesa della via Vandelli completa un itinerario denso di emozioni e motivi di interesse.

I versanti sul lato marino del tratto delle Alpi Apuane che va dal M. Grondilice al M. Macina sono caratterizzati da una morfologia molto accidentata con pendenze estremamente elevate e valli profondamente incise; a questi aspetti è dovuto il non facile accesso ma anche il loro fascino e imponenza. Nonostante queste difficoltà essi sono stati diffusamente interessati dall’attività estrattiva. Sono infatti percorsi da diverse vie di lizza (la maggior parte in rovina) lungo le quali veniva portato a valle il marmo.

Il nostro percorso, come la via Vandelli poco più a nord, parte da Resceto addentrandosi però poi nel Canale dei Vernacchi. A sud, è situata la valle di Renara dalla quale si raggiunge la lizza della Monorotaia e il M. Sella.

E’ un itinerario impegnativo e spettacolare che, risalendo i tracciati di vecchie lizze spesso diroccate, attraversa un ambiente grandioso, circondato da pareti e creste frastagliate; trova poi il suo culmine nel tratto panoramico nel quale percorre la parte di lizza ben conservata che traversa la ripida parete per arrivare alle cave delle Cruze o “Gruzze” avvicinandosi così al crinale.

Raggiunta la Focetta dell’Acqua Fredda e poi il passo della Tambura, si può ridiscendere direttamente l’interessante via Vandelli, (con una piccola deviazione si può fare una sosta al Rif. Conti), oppure aggiungere anche l’ascesa della Tambura.

La Gita

In una giornata autunnale ma soleggiata alle 8,00 con Vittorio, ci incamminiamo dal piccolo parcheggio di Resceto . Il sentiero 165, dopo aver superato un ovile, segue il tracciato della ripida lizza franata in molti punti. Poco dopo incontriamo il ponte Pisciarotto che colpisce con le sue alte ali in muratura a secco ancora integre. Siamo ancora all’ombra dominati dalle pareti sopra di noi. Arriviamo alla località detta “L’acqua” al bivio tra il sentiero 164 (che porta al Rif. Conti) e il 165-160 (1h30′). Poco dopo incontriamo il bivio dove lasciamo a destra il 160 (per cava Bagnoli) e proseguiamo sul 165 che da qui è ancora più erto; in un tratto sono presenti dei cavi per aiutarsi a salire. Raggiungiamo infine il ripiano dove c’è il rudere della casa “Selvarella” (1354m) dove alloggiavano decine di cavatori 40′, (2h30′). Considerata la faticosità del percorso, fa ancora più impressione vedere un edificio così grande e così isolato. Durante la sosta presso di esso, noto una “carica” di marmo abbandonata, ma pronta per essere portata a valle e l’attrezzatura di una rudimentale teleferica.

Sopra di noi, ormai fuori dal bosco, si staglia la parte di lizza ben conservata che porta alle cave Cruze, e che rimonta il versante tagliandolo in diagonale. Iniziamo a salirla. All’inizio è ripidissima. Il panorama da questa cengia artificiale ricavata nella parete di marmo è stupendo e spazia sino al mare. Transitiamo da una cisterna cilindrica e da una casa di servizio delle cave letteralmente appollaiata. Saliamo ancora brevemente alla Focetta dell’Acqua Fredda (1585m) e invece di scendere direttamente al Rif. Conti, proseguiamo verso nord (sentiero146) aggirando il M.Focoletta sul versante est. Qui all’ombra, nonostante siano le 11, troviamo delle concrezioni particolari di brina intorno ai fili d’erba. Al passo della Tambura (1634m) 50′ (3h00′), era previsto di iniziare la discesa chiudendo l’anello. Decidiamo però di salire anche in cima alla Tambura (1890m) 45′ (3h45′). Il panorama è a 360°, dal mare (Corsica compresa) all’Appennino. Mi rimane impressa in particolare la vista della Carcaraia sul versante della Garfagnana con la luce radente che evidenzia la forma delle doline.

Ritorniamo al Passo della Tambura 20′ (4h05′) e proseguiamo lungo la via Vandelli dalla quale facciamo una breve deviazione per fermarci al Rif. Conti nella suggestiva zona dei “Campaniletti” 25′ (4h 30′). Su di esso incombe la parete ovest dell’Alto di Sella che possiamo ammirare, solcata diagonalmente dalla lizza che abbiamo appena percorso. Ora ci aspetta la discesa lungo la via Vandelli il cui tortuoso tracciato su rilevati in pietra è molto affascinante. Dopo 1h35′ arriviamo infine a Resceto (Tot.6h05′). In definitiva un itinerario di grande interesse che va affrontato con una buona preparazione fisica. Si può evitare la salita alla Tambura togliendo così 1 ora e 260 m di dislivello.

INFORMAZIONI
Partenza:    Resceto (MS)
Data:           01/11/2014
Dislivello:    1160m (+250 M. Tambura)
Tempo:        salita fino alla Tambura 3h45′; Totale 6h05′ (5h ore circa senza salita alla Tambura, secondo la guida: 6h30′)
Difficoltà:     EE
Cartografia: “Alpi Apuane”. Carta topografica-escursionistica 1:25.000.  (2015) ed. 4Land – Trento; disponibile anche in versione Digitale (iOS e Android), on-line: “Alpi Apuane”. Carta escursionistica 1:25.000. ed. Webmapp
Guida: E. Maestripieri (2018), “Le Dolomiti della Val di Lima” ed. Medicea Firenze

–> Nel tratto che segue il Fosso, la traccia GPS è molto imprecisa a causa dell’orizzonte ridotto

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