Foresta della Lama in autunno


Un percorso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi attraverso una delle foreste che ha i colori autunnali più spettacolari di tutto l’Appennino.

La Foresta della Lama si trova nel parco delle Foreste Nazionali Casentinesi, essa fa parte della rete ecologica dei Siti “Natura 2000”; è compresa infatti nel SIC/ZPS “Foresta di Campigna, Foresta la Lama, Monte Falco”.
La bellezza di questa foresta, in particolare nel periodo autunnale, è data dalle varietà di colori delle chiome dovuta alla composizione dei boschi che tendono ad essere misti: abete bianco (Abies Alba) con Faggio (Fagus sylvatica) e con la presenza di altre latifoglie indigene come ad esempio l’Acero montano (Acer pseudoplatanus), il carpino bianco (Carpinus betulus) e altre specie sporadiche quali l’Olmo montano (Ulmus glabra), il Tiglio selvatico (Tilia platyphyllos), il Sorbo degli Uccellatori (Sorbus aucuparia) ecc. Oggigiorno per identificare il fenomeno dei colori autunnali della vegetazione si sta diffondendo il termine nord-americano di “Foliage”; negli USA è così importante che ad esso sono dedicati addirittura dei siti dove si mostra in tempo reale la sua progressione.
In genere nelle Foreste Casentinesi raggiunge il suo picco nelle ultime due settimane di ottobre, ma ci possono essere  delle variazioni legate all’andamento climatico.

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L’itinerario gira intorno ad una zona del Parco nazionale a protezione integrale (Area A) che è anche Riserva Biogenetica, sfiorandone in gran parte i confini. Partendo dal P.so dei Fangacci poco dopo si fa subito la deviazione per salire al M. Penna, fantastico terrazzo naturale sull’intero complesso forestale. Tornati indietro e ripreso il crinale principale lo si segue fino al P.so della Crocina, dove lo si abbandona per seguirne uno secondario fino al P. so della Bertesca. Qui si piega decisamente verso ovest per effettuare la lunga discesa lungo la valle del Fosso dei Forconali che è a ridosso del ripidissimo versante nord-est del M. Penna fino ad arrivare alla piccola pianura della Lama. Da qui, il sentiero, detto degli “Scalandrini (gradini di pietra), che è un vero gioiello, risale il Fosso dei Fangacci in un ambiente molto suggestivo, per tornare al punto di partenza.

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Con Gabi iniziamo a camminare alle 10,05 dal Passo dei Fangacci (1228m). Dopo aver fatto un pezzetto di strada, poco dopo l’Aia del Guerrino prendiamo il sentiero 225 che porta al M. Penna (1331m). L’ambiente è già molto bello con le Faggete che si arrampicano sulle ripide poderose bancate di roccia arenaria che ci sovrastano. La vetta è posta su uno strato aggettante di roccia che si protende nel vuoto. Il panorama spazia fino alla diga (e rispettivo invaso) di Ridracoli ed è spettacolare per i colori variegati della vegetazione esaltati dalla perfetta visibilità della giornata che è molto tersa: possiamo vedere gran parte del giro che faremo e apprezzare i diversi tipi di bosco presenti. Qui facciamo una breve sosta per godercelo e fare un po’ di foto. (30’)

Tornati al bivio 30’ (1h), riprendiamo il sentiero 00 che, seguendo il crinale attraversando Faggete pure, scavalca il Poggio allo Spillo (1438m), punto più alto dell’anello e giunge al P.so della Crocina (1394m). Ora abbandoniamo il crinale principale per prenderne uno secondario (sent. 207) fino al P.so della Bertesca 35’ (1h35’).

Qui pieghiamo decisamente a ovest (sent. 223) e iniziamo a scendere con decisione per infilarci poi lungo la valle del Fosso dei Forconali. Questo tratto è caratterizzato, all’inizio dalla prevalenza  delle abetine e poi dalla progressiva diminuzione della luce; siamo infatti immediatamente ai piedi dei ripidissimi versanti settentrionali del Poggio allo Spillo e del M. Penna. La discesa è lunga e alle quote più basse il bosco diventa misto. Arriviamo alla Lama (694m) che è una pianuretta incastrata in mezzo ai monti dove arriva una lunga strada sterrata che proviene dal Passo dei Mandrioli: qui incontriamo più mountain biker che escursionisti. Ci fermiamo a mangiare al sole nei pressi della casermetta (chiusa) della forestale, 1h30’ (3h25’).

Ci aspetta un magnifico sentiero (223) detto degli “Scalandrini” che risale il Fosso dei Fangacci in una valle all’inizio molto incassata. Nel punto più ripido,per guadagnare quota e superare una cascata, c’è anche una serie di gradini in pietra (gli “scalandrini”). Poco dopo ci fermiamo ad un punto panoramico che si apre in mezzo al bosco e che consente di ammirare la Lama e le zone circostanti. L’ambiente è molto suggestivo, con il bosco molto vario e di struttura irregolare, a prevalenza di Faggio.

La salita non è breve, ma diventa via, via meno dura con l’allargarsi dell’impluvio. Le foglie ingiallite del Faggio che sembrano accendersi colpite dalla luce del sole che filtra, creano visioni suggestive che non si dimenticano.

Arriviamo al Passo dei Fangacci, soddisfatti da questo giro che avevamo già fatto ma che riserva sempre emozioni, 1h35’ (5h00’). Unica curiosità che ci rimane è come sarebbe ora al tramonto il panorama dal M. Penna. Ma siamo stanchi…magari la prossima volta!

INFORMAZIONI
Partenza:    Passo Fangacci (AR)
Data:           14/10/2017
Dislivello:    810m
Tempo:        Totale 5h00′
Difficoltà:     E
Cartografia: “Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna” (2015) Carta escursionistica 1:25.000. ed. Selca, Firenze

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