Corno Grande per il Calderone


Itinerario classico e frequentato che raggiunge la vetta più alta di tutto l’Appennino, passando dall’ambiente magnifico e unico della valle delle Cornacchie delimitata dal Corno Piccolo e del Calderone sotto alle cime del Corno Grande.

La vetta occidentale del Corno Grande (2912m) è la cima più alta dell’intero Appennino; a ovest è separato dal Pizzo di Intermesoli dalla Val Maona, mentre verso est si prolunga la catena di monti del gruppo del Gran Sasso che delimita a nord l’altopiano di “Campo Imperatore”.

Questo percorso, che parte da Prati di Tivo, è l’accesso più comodo ad essa, specialmente se è aperta la seggio-cabinovia che porta alla Madonnina che fa risparmiare 550m di dislivello.

Dopo il Passo delle Scalette si attraversa lo scenografico vallone delle Cornacchie che costeggia il Corno Piccolo, poi il Calderone considerato il ghiacciaio più meridionale d’Europa; (alcuni glaciologi invece non lo considerano un vero ghiacciaio ma un glacieret, ovvero un accumulo perenne di neve o ghiaccio). Oltre alla discesa dell’itinerario di salita, (comunque in un ambiente grandioso), numerose sono le discese possibili tra cui: il vallone dei Ginepri (BSA) e il Canale dello Scrimone (OSA) che però portano in Val Maone.

La Gita

Quest’anno uno dei pochi posti, insieme al Piemonte dove ha nevicato è stato proprio l’Abruzzo, anzi qui le precipitazioni sono state decisamente eccezionali. E’ per questo che con otto amici del Gruppo Scialpinistico “A. Bafile” del CAI di Firenze, siamo venuti a fare una due giorni da queste parti.

Il giorno dopo aver fatto il Pizzo di Intermesoli ci apprestiamo a salire Corno Grande; gita in un bell’ambiente, ma meno impegnativa (900m di dislivello grazie all’utilizzo dell’impianto di risalita).

Alle 8,20 saliamo sulla seggio-cabinovia che da Prati di Tivo (1450m) porta alla Madonnina (2007m). Sci ai piedi saliamo un po’ e poi li togliamo per oltrepassare il delicato Passo delle Scalette (presenti corde fisse) che spesso ha delle discontinuità di neve, ma che oggi, in assenza di ghiaccio, non dà grossi problemi.

Iniziamo a salire il vallone delle Cornacchie su neve trasformata; la giornata è perfetta: assolata, tersa e quasi senza vento. In 1h15’ arriviamo al Rif. Franchetti (2433m). Ci sono molte persone, in prevalenza alpinisti, che stanno salendo. In giornate come questa conviene prendere l’impianto, all’apertura come abbiamo fatto noi.

Saliamo il pendio seguente, un po’ più ripido e arriviamo sul bordo del Calderone (2645m) 45’, (2h00’): l’ambiente è veramente bello, con la quinta delle cime del Corno Grande che lo delimitano.

Dopo un traverso sulla destra per superare il Calderone, ci si presenta il vallone finale che saliamo fino alla cresta uscendo presso una selletta, dove leviamo gli sci e calziamo per sicurezza i ramponi. In breve siamo alla croce metallica della vetta occidentale del Corno Grande (2912m) 1h00’, (3h00’).

La vista è notevole, dal mare Adriatico a tutto il gruppo del Gran Sasso ma, purtroppo poco dopo in quota arriva una nebbia che ostacola la visibilità specialmente in direzione di Campo Imperatore. Non rimane che aspettare il resto del gruppo per una foto di vetta. Faccio in tempo però a vedere il Pizzo di Intermesoli e parte del percorso fatto il giorno prima.

Per la discesa avevamo preso in considerazione il canale dei Ginepri  e secondariamente il Canale dello Scrimone ma in questi due casi avremmo dovuto rifare parte della Val Maone per rientrare a Prati di Tivo; optiamo invece per scendere per lo stesso itinerario di salita perché meno articolato, tenendo presente che abbiamo il viaggio di ritorno a Firenze da fare.

Tornati alla selletta, la discesa sul Calderone la facciamo su neve un po’ brinata e “arata” poi, invece di passare dal Rif. Franchetti, con un lungo diagonale ci portiamo sotto al Corno Piccolo e da lì la sciata è magnifica su neve trasformata e intonsa, fino al Passo delle Scalette.

Dopo aver passato a piedi il Passo delle Scalette riprendiamo la discesa, dalla Madonnina tra le piste su neve trasformata e che ancora tiene, molto gustosa da sciare.

Un itinerario classico che sorprende per il suo ambiente e per la lunga sciata (-1450m).

INFORMAZIONI
Partenza:    Prati di Tivo (TE) , 1456m
Data:           09/04/2017
Dislivello:    +900m, -1450
Tempo:        salita  3h00′, discesa 1h30′
Difficoltà:     BS
Cartografia: “Gran Sasso d’Italia” 1:25.000, aut. CAI ed Ente Parco ed. Selca
Guide:        L. Mazzoleni (2014), “Scialpinismo in Appennino Centrale – La montagna incantata” ed. Iter

Nota: alla traccia GPS manca un tratto della salita (dal Calderone alla vetta).

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